RuneScape: Dragonwilds prende un universo conosciuto da milioni di giocatori e lo porta in una direzione completamente diversa. Jagex abbandona la struttura tradizionale del suo celebre gioco di ruolo online per costruire un’avventura survival ambientata ad Ashenfall, un continente dimenticato dove i draghi sono tornati a rappresentare la principale minaccia. Il risultato mantiene molti elementi immediatamente riconoscibili di RuneScape, ma li inserisce all’interno di una formula fatta di raccolta delle risorse, costruzione, esplorazione, combattimento e progressione delle abilità.
L’obiettivo finale è affrontare la Regina dei Draghi, ma arrivare fino a lei richiede molto più che costruire una buona arma e partire all’attacco. Bisogna esplorare le diverse regioni di Ashenfall, migliorare le proprie capacità, preparare equipaggiamento e pozioni e soprattutto imparare a utilizzare una magia che influenza praticamente ogni aspetto dell’avventura. RuneScape: Dragonwilds riesce così a distinguersi dai tanti survival presenti sul mercato proprio quando sfrutta maggiormente l’identità della serie da cui proviene.
La sopravvivenza incontra finalmente il sistema di abilità di RuneScape
Raccogliere legna, estrarre minerali e costruire una base sono attività ormai familiari a chiunque abbia trascorso qualche ora con un survival. RuneScape: Dragonwilds non prova a reinventare completamente queste meccaniche, ma le collega a un sistema di progressione che rende ogni attività parte della crescita del personaggio. Migliorare una determinata abilità permette infatti di ottenere nuove possibilità e, soprattutto, capacità magiche che modificano progressivamente il modo in cui si interagisce con il mondo.
È qui che Dragonwilds mostra una delle sue idee migliori. Abbattere alberi non significa necessariamente continuare per decine di ore a colpirli con un’ascia, perché con la giusta magia è possibile evocare un’enorme ascia spettrale capace di abbatterli rapidamente. Lo stesso principio viene applicato all’estrazione dei minerali, alla pesca e ad altre attività che normalmente rappresenterebbero la parte più ripetitiva di un gioco di sopravvivenza.
La magia non è quindi soltanto un sistema pensato per il combattimento. Può far esplodere intere vene minerarie, permettere di spostarsi rapidamente fuori dal pericolo e persino creare situazioni volutamente assurde, mantenendo quel tono particolare che gli appassionati di RuneScape conoscono bene. Questa integrazione tra abilità e poteri contribuisce a rendere la progressione molto più soddisfacente rispetto a una semplice successione di strumenti sempre più efficienti.
Anche il sistema di costruzione segue una struttura abbastanza immediata da permettere di creare rapidamente un rifugio, ma offre spazio sufficiente per chi vuole realizzare una base più elaborata. La necessità di raccogliere materiali rimane naturalmente centrale e, soprattutto nelle prime ore, una buona parte del tempo viene dedicata alla preparazione. La possibilità di velocizzare alcune delle attività più monotone attraverso le abilità rende però la crescita del personaggio realmente percepibile.

Ashenfall è un mondo che invita continuamente a lasciare la propria base
Un survival può avere il miglior sistema di costruzione possibile, ma se il mondo circostante non offre motivi per essere esplorato il rischio è quello di trascorrere troppo tempo intorno alla propria base. Ashenfall riesce invece a stimolare continuamente la curiosità, alternando regioni molto differenti e riempiendole di creature, materiali, missioni e segreti. La presenza costante dei draghi contribuisce inoltre a creare la sensazione che il giocatore non sia mai realmente il predatore più pericoloso presente sull’isola.
L’universo di RuneScape viene utilizzato senza trasformare Dragonwilds in un semplice contenitore di riferimenti per nostalgici. Tornano creature conosciute come Zogre e Cavalieri Neri, mentre altri avversari sono stati creati appositamente per questa nuova ambientazione, come i Garou. Anche la colonna sonora recupera e riarrangia brani storici della serie, affiancandoli a numerose composizioni realizzate appositamente per l’avventura.
L’esplorazione assume inoltre un’importanza crescente man mano che aumentano le necessità legate alla progressione. Determinati materiali obbligano a spingersi verso territori più pericolosi, mentre le missioni aiutano a comprendere cosa sia accaduto ad Ashenfall e perché la magia selvaggia abbia assunto un ruolo così importante. Il mondo non serve quindi soltanto come enorme magazzino di risorse, ma cerca di sostenere una vera componente narrativa.
La presenza dei draghi diventa il filo conduttore che collega progressione ed esplorazione. Per affrontarli bisogna migliorare equipaggiamento, preparare pozioni e imparare a sfruttare correttamente le proprie abilità, trasformando ogni grande scontro in una sorta di verifica di tutto ciò che è stato appreso fino a quel momento. Arrivare davanti a una creatura molto più potente senza un’adeguata preparazione significa scoprire rapidamente quanto Dragonwilds possa diventare severo.

Da soli funziona, ma in cooperativa emerge la parte migliore
RuneScape: Dragonwilds può essere affrontato completamente da soli, ma la cooperativa online rappresenta uno degli elementi che valorizzano maggiormente la formula. Dividere i compiti tra raccolta, costruzione ed esplorazione permette di ridurre naturalmente alcuni dei tempi morti tipici del genere. Affrontare insieme le creature più pericolose rende inoltre gli scontri molto più movimentati, soprattutto quando ogni giocatore sviluppa capacità differenti.
La progressione basata sulle abilità favorisce proprio questo tipo di collaborazione. Non è necessario che tutti seguano esattamente lo stesso percorso, perché differenti specializzazioni possono risultare utili al gruppo e rendere la preparazione delle spedizioni più interessante. Questo evita almeno in parte quella sensazione tipica di alcuni survival nei quali quattro giocatori finiscono semplicemente per fare le stesse identiche cose contemporaneamente.
Jagex ha inoltre costruito una parte importante dello sviluppo attorno ai suggerimenti della comunità. Il gioco è arrivato inizialmente in accesso anticipato nell’aprile 2025 e il lungo periodo di sviluppo ha portato all’introduzione anticipata dei server dedicati, oltre a nuovi contenuti legati al combattimento e alle missioni. La versione pubblicata il 15 settembre 2026 rappresenta quindi il risultato di oltre un anno di confronto diretto con i giocatori.
Questo percorso si percepisce soprattutto nella quantità di sistemi che cercano di ridurre gli attriti tipici del genere. Dragonwilds rimane un survival e quindi richiede inevitabilmente tempo per raccogliere, costruire e prepararsi, ma diverse abilità sono state concepite proprio per evitare che queste operazioni diventino un lavoro. Non tutte le fasi riescono a eliminare completamente la ripetitività, ma il ritmo generale beneficia molto di questa filosofia.

Il combattimento cresce insieme al personaggio
Le prime battaglie possono sembrare abbastanza semplici, soprattutto quando si affrontano le creature meno pericolose di Ashenfall. Progressivamente, però, RuneScape: Dragonwilds introduce nemici capaci di costringere a utilizzare movimento, equipaggiamento e magia con maggiore attenzione. Il salto più evidente avviene naturalmente quando entrano in scena i draghi, che trasformano il combattimento in qualcosa di molto più impegnativo rispetto alle normali escursioni per raccogliere materiali.
La varietà dell’equipaggiamento permette di scegliere approcci differenti e di prepararsi in base alla minaccia che si vuole affrontare. Pozioni, armi e capacità magiche diventano progressivamente parti dello stesso sistema, invece di funzionare come elementi completamente indipendenti. La preparazione prima dello scontro assume quindi quasi la stessa importanza dell’esecuzione durante la battaglia.
Il sistema non cerca comunque la precisione estrema di un gioco d’azione completamente dedicato al combattimento. Alcune animazioni e collisioni possono apparire meno raffinate rispetto ai migliori esponenti del genere, soprattutto nelle situazioni più caotiche. È però la combinazione tra sopravvivenza, crescita delle abilità e scontri a dare senso all’insieme, più che la profondità di ogni singola componente presa separatamente.
La progressione riesce inoltre a restituire bene la sensazione di essere diventati realmente più potenti. Ritornare in una zona che inizialmente sembrava pericolosa con nuove magie e un equipaggiamento migliore cambia radicalmente il rapporto con l’ambiente. È una soddisfazione semplice, ma fondamentale per mantenere interessante un’avventura basata su decine di ore di crescita continua.

RuneScape trova nel survival una seconda identità convincente
Il rischio più grande per RuneScape: Dragonwilds era quello di apparire come un normale survival al quale fosse stato semplicemente applicato il nome RuneScape. Jagex evita questo problema utilizzando abilità, creature, umorismo, magia e musica della propria serie per modificare concretamente il funzionamento di una formula ormai estremamente affollata. Quando il gioco permette di abbattere un’intera fila di alberi attraverso la magia o trasformare un’attività ripetitiva in qualcosa di spettacolare, la differenza rispetto a molti concorrenti diventa evidente.
La struttura non è comunque completamente immune ai difetti tipici del genere. Raccogliere risorse continua a occupare una parte importante dell’esperienza e alcune attività inevitabilmente iniziano a ripetersi dopo molte ore, soprattutto giocando completamente da soli. Anche il combattimento potrebbe risultare meno raffinato per chi cerca principalmente un gioco d’azione anziché un’avventura di sopravvivenza.
Ciò che funziona è però il modo in cui tutte queste componenti vengono collegate. Esplorare permette di ottenere risorse e scoprire nuovi segreti, le risorse permettono di migliorare la base e l’equipaggiamento, le abilità aprono nuove magie e tutto conduce progressivamente verso creature sempre più potenti. La Regina dei Draghi rappresenta così il punto di arrivo naturale di un percorso costruito attraverso sopravvivenza, scoperta e crescita.
RuneScape: Dragonwilds riesce quindi a costruirsi un’identità propria senza rinnegare le sue origini. Non è RuneScape trasformato semplicemente in un gioco tridimensionale di sopravvivenza e non è nemmeno un survival generico decorato con qualche creatura conosciuta. È un esperimento che utilizza oltre vent’anni di idee dell’universo Jagex per rendere più interessante una formula familiare, e proprio questa contaminazione rappresenta la sua qualità migliore