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I videogiochi per smartphone, la nuova frontiera della pubblicità.

I giornali? Troppo obsoleti. La televisione? Non è più di moda. La radio? Neanche a parlarne. Da un po’ di tempo a questa parte, i più importanti brand mondiali stanno cercando nuove soluzioni per far conoscere il proprio marchio e i propri prodotti. E sembrano averne incontrata una davvero buona: il mondo dei videogames. Infatti, negli ultimi tempi la pubblicità nei videogiochi per dispositivi mobili è diventata la nuova frontiera del marketing. Con un chiaro obiettivo da conquistare: quel miliardo di persone che ogni giorno si mettono davanti ad a un tablet o al proprio smartphone per trascorrere varie ore con i propri passatempi preferiti.

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Alla caccia del pubblico giovane

In questi videogames, i famosi “consigli per gli acquisti” possono risultare più efficaci in quanto diretti ad un target specifico. Nell’ultima conferenza della Global Mobile Internet Conference di San Francisco (GMIC) – uno degli appuntamenti più importanti al mondo per l’industria digitale– Dave Madden, vicepresidente della divisione Mobile della Electronic Arts (EA), ha affermato senza tentennamenti che stanno cominciando a fare “accordi con alcune delle agenzia pubblicitarie più importanti di New York e anche con alcune marche”. Madden ha poi spiegato che l’obiettivo dichiarato della EA, una delle case produttrici di videogiochi più importanti del mondo, è quello di raggiungere in maniera più effettiva il pubblico giovanile, maggiormente coinvolto nel consumo mobile.

Una crescita esponenziale

Secondo uno studio di MovilGate, una compagnia dedicata allo sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili, nel 2014 la domanda di videogiochi per tablet e smartphone si è incrementata del 35%. Questa crescita è comparabile solo a quella dei siti dedicati alle scommesse online, che in Italia stanno vivendo un vero e proprio boom, come dimostra anche la recente nascita, tra le altre, del sito di scommesse sportive Gazzabet, la web della Gazzetta dello Sport dedicata agli eventi sportivi su cui puntare. Allo stesso modo, un’indagine condotta dalla piattaforma spagnola Webzodes e da Rich Media ha dimostrato che gli appassionati di cinema e quelli di videogiochi sono gli utenti che consumano più pubblicità in Rete, addirittura un 21% in più rispetto alle altre categorie analizzate. Con questi dati alla mano, i grandi marchi hanno puntato gli occhi proprio su questo segmento di mercato. Così, mentre l’utente si diverte, i brand raggiungono i loro obiettivi di esposizione, raccolgono dati sui propri consumatori e indirizzano le loro strategie verso target più specifici e precisi.

Una strategia vincente

Ahsley Higgins, manager della multinazionale giapponese SEGA (l’azienda che ha prodotto la famosa serie “Sonic”), ha riconosciuto che la strategia di inserire un advertising che permetta acquisire crediti di gioco è quella che sta funzionando meglio. “I video-ricompensa piacciono molto ai nostri utenti. La loro esperienza pubblicitaria diventa estremamente positiva”, ha rimarcato Higgins. Si tratta dei cosidetti m-advergames (i giochi-pubblicità da consumare su dispositivi mobili), che si caratterizzano per avere un basso livello di complessità, regole semplici e un tempo limitato di dedicazione. Negli Stati Uniti sono già la categoria di app per mobile più diffusa, e si calcola che oltreoceano una persona dedichi almeno 8 ore al mese a giocare con il proprio smartphone. Hawkins ha riconosciuto che sempre più imprese stanno orientando le proprie strategie verso la pubblicità all’interno dei giochi, affinando il meccanismo di incentivi per il giocatore da spendere nel gioco stesso.

Televisione, addio

Al contrario, la pubblicità sta abbandonando la televisione e la radio, media caratterizzati da un audience più generica. Secondo Madden, i primi a beneficiarsi di questo cambio di tendenza sono state le reti sociali, con Twitter e Facebook in testa, che hanno saputo dirigersi opportunamente alla platea di potenziali consumatori. “Tra pochi anni tutti gli esseri umani, incluso i bambini, avranno uno smartphone o un tablet. E nel giro di poco tempo, diventeranno tutti dei giocatori”, ha ribadito Trip Hawkins, che è stato responsabile del merchandising della Apple ed è uno dei fondatori della Electronic Arts.

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