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Lo shopping online non conquista l’Italia

Quattro consumatori su dieci nel nostro Paese si sentono a disagio con le piattaforme di e-commerce. Il dato, che emerge da una ricerca di Accenture, evidenzia una minore dimestichezza rispetto agli altri Paesi

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Lo shopping online funziona se basato su siti semplici e di immediata comprensione per gli utenti. Ecco perché crea qualche preoccupazione quanto emerge dallo studio “Accenture Seamless Retail 2014”, realizzato dalla multinazionale della consulenza, che ha analizzato il comportamento di 15mila consumatori di 20 Paesi per comprendere dove preferiscono fare acquisti tra negozi fisici, online e mobili.

 Tra i consumatori italiani, solo il 59% degli intervistati ha dichiarato di trovarsi a proprio agio nel effettuare acquisti su Internet, contro il 70% della Francia e il 77% del Regno Unito. Restando al nostro Paese, il 91% dei consumatori coinvolti vorrebbe informazioni in tempo reale sulla disponibilità dei prodotti sul punto vendita e l’88% dichiara di aver fatto ricerche online su un prodotto prima di recarsi nel punto vendita (fenomeno noto come “webrooming”).

Di positivo c’è che il 52% degli italiani vorrebbe utilizzare maggiormente l’online in futuro (rispetto al 41% dei francesi e al 40% dei britannici), uno scenario che risulta sfidante per le aziende del settore, chiamate a puntare con maggiore decisione sulla semplicità di utilizzo dei canali virtuali. Oltre che a realizzare una completa integrazione tra i diversi strumenti d’acquisto.

In particolare, il 20% degli italiani intervistati ha dichiarato di voler incrementare gli acquisti nel punto vendita, ma ha segnalato anche cosa è migliorabile oggi: il 41% desidera poter acquistare utilizzando tutti e tre i canali (negozio/online/mobile) in modo integrato, il 25% reputa che l’esperienza d’acquisto nei negozi debba ancora essere migliorata e il 26% nei servizi online. Quanto a questi ultimi, l’attenzione è posta soprattutto sulla rapidità nella consegna dei prodotti acquistati, sulla flessibilità di orario in merito al recapito (in modo da conciliare la presenza in casa) e sul riconoscimento automatico del proprio profilo utente ogni volta che si torna sul sito di e-commerce.

Per Alberto Pozzi, responsabile per il settore retail di Accenture, “i risultati della ricerca indicano che i retailer hanno l’opportunità di incrementare le vendite sul punto vendita, ma solo se saranno in grado di offrire ai clienti un’esperienza migliore”. I confini tra i diversi canali di shopping stanno sfumando: “I consumatori desiderano godere dei vantaggi offerti dall’online anche quando fanno acquisti nei punti vendita, ad esempio ricevendo in tempo reale le informazioni sulla disponibilità dei prodotti”. Dalle interviste condotte emerge, comunque, che il negozio rimane un canale di vendita importante, un riferimento per i consumatori, “per cui i retailer dovranno impegnarsi per differenziare l’esperienza d’acquisto”, conclude.

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