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DHL batte Amazon e Google: via libera ai droni

Nella sempre più interessante guerra di ufficializzazioni per il controllo dei cieli, c’è chi fa meno chiacchiere e più fatti ed è pronto a bruciare sul tempo Amazon e Google. I due giganti statunitensi nel corso dell’anno hanno annunciato di essere a lavoro per introdurre un sistema di consegna della merce acquistata online, utilizzando dei droni automatizzati: Bezos ha svelato i suoi piani lo scorso dicembre, mentre Google ha svelato il suo Project Wing lo scorso Agosto. Ma “ci vorranno anni per sviluppare un servizio con più veicoli e più consegne al giorno”.

Ma mentre dagli Stati Uniti d’America arrivano solo annunci e previsioni, in Germania quelli di DHL sono già pronti e hanno dato il via alle prime consegne aeree. Per ora non si tratta ancora di veicoli del tutto autonomi, ma il servizio del corriere tedesco denominato Parcelcopter è ormai attivo ufficialmente verso l’isola di Juist, parte dell’arcipelago delle Frisone Orientali (Mare del Nord), decollando dal porto di Norddeich.

I droni di DHL trasporteranno farmaci e beni di prima necessità agli oltre duemila residenti dell’isola, e viaggeranno alla velocità di sessantacinque chilometri l’ora vento permettendo, ovviamente, il peso del carico non supererà i 3 KG e la distanza è di circa 12 chilometri. Il corriere tedesco ha previsto di effettuare due viaggi giornalieri, che si alterneranno con i trasporti tradizionali in traghetto o elicottero, e che saranno monitorati in tempo reale da terra, per ovvie ragioni di sicurezza.

Nonostante si tratti palesemente di un esperimento, il progetto Parcelcopter rappresenta una vera e propria svolta per il mondo delle consegne a domicilio aeree: è la prima volta che un sistema del genere ha ottenuto il supporto degli organi regolatori Nazionali.

Il vero freno alla diffusione di queste tecnologie di consegna infatti, soprattutto negli Stati Uniti d’America, sono i permessi che tardano ad arrivare da parte della Federal Aviation Administration americana, che si è trovata improvvisamente nella necessità di analizzare ben quarantotto richieste da parte di aziende, Amazon e Google comprese, che da mesi hanno iniziato a interessarsi del settore.

Una prima apertura da parte dell’amministrazione statunitense è arrivata proprio in queste ore nei confronti dell’industria cinematografica, nella quale sei aziende di produzione sono riuscite a ottenere l’autorizzazione per utilizzare i propri droni nella realizzazione di riprese aeree.

Anche in Italia la situazione è poco chiara. Lo scorso aprile è entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, che ha introdotto certificazioni e assicurazioni necessarie per chi vuole utilizzare questa tipologia di velivoli. Purtroppo però l’informazione è molto scarsa, e la stragrande maggioranza degli appassionati e tecnici del settore non ne è ancora a conoscenza.

via: ilnerd.com

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