Echoes of Mora Recensione: tra ricordi sommersi e un passato che non vuole scomparire

    In Echoes of Mora non esistono mostri nascosti nelle profondità, una barra dell’ossigeno da controllare o nemici pronti a inseguirci. Il lago che ha inghiottito un intero villaggio è invece un luogo silenzioso nel quale ogni stanza abbandonata può conservare un frammento della vita che esisteva prima della tragedia.

    È proprio su questa tranquillità insolita che Selkies Interactive costruisce la propria avventura narrativa. Il giocatore esplora liberamente gli edifici sommersi cercando di comprendere cosa sia accaduto e, soprattutto, quale destino abbia avuto il fratello di Mora.

    Il ritmo è volutamente lento e contemplativo. Echoes of Mora non prova quasi mai a mettere pressione, preferendo lasciare spazio alla curiosità e alla voglia di ricostruire una storia attraverso ambienti, conversazioni e piccoli dettagli.

    Il villaggio sommerso racconta molto senza utilizzare parole

    Nuotare attraverso le vecchie abitazioni rappresenta buona parte dell’esperienza. Porte aperte, mobili abbandonati e oggetti rimasti nelle stanze aiutano a immaginare come fosse la vita prima che l’acqua cancellasse quasi completamente il paese.

    L’esplorazione non segue una struttura particolarmente rigida. È possibile osservare con calma le varie zone, cercare elementi nascosti e soffermarsi sugli ambienti senza la paura di essere attaccati o di esaurire qualche risorsa necessaria alla sopravvivenza.

    Questa assenza di pericoli potrebbe sembrare limitante, ma è coerente con ciò che il gioco vuole ottenere. Selkies Interactive utilizza il villaggio quasi come un grande luogo della memoria e permette al giocatore di concentrarsi su ciò che trova invece di preoccuparsi continuamente di sopravvivere.

    Gli enigmi servono soprattutto a farci osservare meglio

    Echoes of Mora propone diversi piccoli rompicapi necessari per recuperare oggetti e proseguire nella ricerca. Non aspettatevi però enigmi particolarmente difficili o sequenze capaci di bloccare il giocatore per molto tempo.

    La maggior parte delle soluzioni nasce dall’osservazione dell’ambiente, dalla ricostruzione di qualche elemento oppure dalla ricerca di ciò che manca per attivare un nuovo Echo. Il livello di difficoltà rimane quindi basso per quasi tutta l’esperienza.

    La scelta appare intenzionale. Gli enigmi servono principalmente a evitare che l’esplorazione diventi una semplice passeggiata, senza però interrompere continuamente la storia con problemi troppo complessi. Chi ama le avventure narrative probabilmente apprezzerà questa impostazione, mentre gli appassionati di rompicapi potrebbero desiderare qualcosa di più impegnativo.

    Le memorie facoltative danno vita agli abitanti

    Oltre al percorso principale sono presenti le Tracce, ricordi sonori nascosti nelle varie zone del villaggio. Trovarli permette di ascoltare brevi conversazioni avvenute prima dell’alluvione e conoscere meglio persone che altrimenti rimarrebbero semplicemente nomi o figure sullo sfondo.

    Non tutti questi momenti sono indispensabili per comprendere il mistero principale. Alcuni raccontano discussioni familiari, altri mostrano piccoli episodi quotidiani, contribuendo però a rendere più credibile una comunità che conosciamo quando ormai è già scomparsa.

    Cercare tutte le Tracce diventa così il vero incentivo a esplorare ogni edificio. La ricompensa non è un potenziamento o un oggetto raro, ma un ulteriore pezzo di storia che modifica leggermente la percezione di ciò che abbiamo visto.

    La direzione artistica crea un’atmosfera molto particolare

    Dal punto di vista visivo Echoes of Mora sceglie uno stile colorato e poco realistico, evitando di trasformare il villaggio sommerso in un ambiente eccessivamente cupo. L’acqua assume tonalità insolite e la luce riesce spesso a rendere affascinanti perfino le stanze ormai completamente abbandonate.

    Il passaggio tra presente e passato valorizza ulteriormente questa scelta. Le stesse zone cambiano completamente personalità quando vengono osservate prima dell’inondazione e il confronto tra le due versioni costituisce uno degli elementi visivi più riusciti.

    Qualche rigidità nelle animazioni e alcune imperfezioni tecniche ricordano comunque le dimensioni contenute della produzione. Non compromettono l’esplorazione, ma impediscono all’esperienza di raggiungere sempre il livello di rifinitura suggerito dalla qualità della sua direzione artistica.

    Una storia breve che non ha bisogno di essere allungata

    La durata si aggira intorno alle due o tre ore, aumentando leggermente per chi vuole trovare tutti i ricordi e controllare ogni angolo del villaggio. Può sembrare poco, ma la struttura non avrebbe probabilmente beneficiato di un’avventura molto più lunga.

    Le attività rimangono volutamente poche e semplici, quindi aggiungere numerose altre ore avrebbe rischiato di trasformare la tranquillità in ripetitività. La durata contenuta permette invece alla storia di mantenere un ritmo abbastanza costante fino alla conclusione.

    Sono presenti inoltre due finali, legati principalmente a una scelta importante verso la parte conclusiva. Le decisioni precedenti modificano alcune conversazioni e sfumature del rapporto con Mora, ma non bisogna aspettarsi una struttura narrativa piena di percorsi completamente differenti.

    Echoes of Mora punta sulle emozioni più che sulla complessità

    Echoes of Mora è un gioco semplice praticamente in ogni sua componente. Non presenta combattimenti, non richiede particolare abilità e anche gli enigmi vengono costruiti per essere risolti senza grandi difficoltà. Tutto viene sacrificato in favore dell’atmosfera e della storia.

    Questo approccio rappresenta contemporaneamente il suo limite e la sua qualità principale. Chi vuole meccaniche profonde rischia di trovare troppo poco con cui interagire, mentre chi apprezza le avventure narrative può lasciarsi facilmente trasportare dalla scoperta progressiva del villaggio e dal rapporto con Mora.

    Per Selkies Interactive si tratta di un debutto con qualche inevitabile ingenuità, ma anche con un’identità abbastanza chiara. Echoes of Mora non cerca di impressionare con dimensioni o complessità: preferisce raccontare una piccola storia familiare attraverso luoghi ormai vuoti, ricordi perduti e la possibilità di guardare per pochi istanti un passato che l’acqua non è riuscita a cancellare completamente.

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