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Ecco il software per la guida autonoma nelle auto attuali

Il mondo dell’elettronica e quello dell’automobilismo sono sempre più connessi. Oggi, la sfida principale riguarda la creazione di un veicolo che sia commercializzabile in massa e dotato di un sistema di guida completamente autonoma.

I produttori sono al lavoro incessantemente per dar vita a questi sistemi, nessuno escluso, anche se le varie case stanno conducendo le ricerche in maniera del tutto indipendente. Inutile sottolineare l’importanza di una ricerca del genere: i primi modelli di automobili automatizzate potrebbero trasformare il parco auto circolante, inducendo gli automobilisti a vendere l’auto usata per diventare proprietari di queste pionieristiche vetture o per passare al car sharing a guida autonoma, che nel frattempo potrebbe crescere a dismisura e rivoluzionare il concetto stesso di auto, concepito come servizio invece che bene mobile di proprietà.

Il tutto potrebbe cambiare con l’avvento di componenti software e hardware installabili nelle auto attualmente in circolazione per farle diventare a guida autonoma. A questo proposito, ha particolare rilevanza la ricerca condotta da due aziende. Si tratta di Mobileye, azienda israeliana nota per i suoi sistemi all’avanguardia, e la grande multinazionale statunitense Delphi, specializzata in componentistica. Questa collaborazione dovrebbe dar vita infatti ad un modello di automazione che non era ancora stato previsto: si parla, infatti, di un “pacchetto” installabile su qualunque automobile, che avrebbe il compito di trasformarla da macchina tradizionale a completamente automatica. L’obiettivo delle due aziende sarebbe quello di vendere il brevetto dapprima alle varie case automobilistiche, nella speranza di ottenere un prodotto più funzionale di quello che esse stanno sviluppando nei propri centri di ricerca. La fiducia del mercato è molto alta, trattandosi di una collaborazione tra colossi che da tempo sono protagonisti del mercato della tecnologia; i rispettivi portavoce si sono già impegnati a dichiarare che, una volta terminata la ricerca, i risultati saranno noti a chiunque e tutte le case potranno usufruire del loro prodotto pagando una commissione.

La ricerca, intanto, trova dapprima degli ostacoli legislativi. Al momento il mercato automotive non risente ancora della possibilità dell’arrivo di queste tecnologie, ma se le leggi in materia dovessero cambiare, si dovrebbe rivedere l’intero scenario. Per ora, infatti, non sono ancora in circolazione automobili a guida completamente robotizzata. Un primo livello di automazione si è raggiunto con la guida assistita, parlando ad esempio dei sistemi di cruise control, che però implicano una vigile attenzione del guidatore. Il secondo step è quello che Tesla e Lexus stanno spingendo sul mercato al momento, ovvero quello di una guida automatica dove in alcuni casi il guidatore può lasciare le mani dal volante: il computer di bordo elabora la posizione della macchina, quella della corsia e la distanza di sicurezza dalla macchina che precede, mantenendo una certa velocità e sterzando in caso di sbandata. Questa tecnologia si trova proprio all’estremo della legalità, ed ogni sistema implicante minore interazione del guidatore troverebbe diversi ostacoli con le normative vigenti.

Intanto le ricerche proseguono anche all’interno delle diverse case automobilistiche. In particolare, due di esse hanno scelto di collaborare con aziende del settore tecnologico per favorire sinergie sulla produzione di sistemi di guida robotizzati. In particolare, il gruppo Fiat Chrysler sta collaborando da alcuni mesi con Google, mentre BMW ha stabilito una partnership con Intel. Le case che si occupano nello specifico di veicoli industriali, invece, hanno costituito un pool e sono al lavoro unite per evitare che una mancata sincronizzazione possa stravolgere il mercato.

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