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Il boom del social gaming, o e-gaming

Per gli analisti del settore non ci sono dubbi: nei prossimi anni il settore trainante della web economy sarà l’e-gaming. Partendo da Facebook fino ad approdare sui nostri smartphone, il social gaming ha invaso la nostra vita, diventando secondo alcune ricerche di mercato la terza ragione che ci spinge a connetterci alla rete e la seconda per cui ci logghiamo su Facebook.

L’exploit della popolarità dell’e-gaming ha generato un circolo virtuoso che ha avuto un forte impatto sull’economia. E se normalmente gli Stati Uniti dominano il settore, nell’e-gaming c’è spazio anche per gli altri. Lo dimostrano la tedesca Wooga e le italiane GoWar e Mangatar.
Si stima che circa un terzo delle start-up fondate nel 2011 in ambito informatico abbia a che fare con l’e-gaming. A dimostrare la forte espansione del settore sono anche le numerose offerte di lavoro per user experience designer e game designer, alle prime armi o navigati, che compaiono quotidianamente su internet.

L’Italia, come non immaginarlo, è abbastanza indietro ma è riuscita a ricavarsi una posizione di riguardo per quanto riguarda il gaming legato al gioco d’azzardo (poker, scommesse sportive, chat games, casinò…). Infatti molte delle piattaforme e dei software utilizzati dai principali operatori del settore sono “made in Italy”.

A tal proposito alcune indiscrezioni parlano dell’apertura di un casinò online a marchio Facebook, che dopo il boom ottenuto in borsa, non sembra voler rallentare la sua crescita.
La notizia rimbalzata da un blog ad un altro non ha ricevuto ancora conferma da Palo Alto, ma sicuramente ha già fatto preoccupare i principali siti di gioco online, tenendo presente che il casinò di Facebook sarebbe immediatamente disponibile per circa 800 milioni di persone.

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