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Come funziona un fax FoIP?
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Come funziona un fax FoIP?

Pubblicato da: Luca M.- il: 07-07-2016 17:04

Contents
  1. IP faxing

Nel panorama delle moderne tecnologie legate al web, il fax online rappresenta in un certo senso un’anomalia: nonostante la sua indubbia importanza, basata sulla considerazione logica dei vantaggi ch’esso offre rispetto alle tecnologie che lo hanno preceduto, il fax online (che in gergo tecnico viene anche chiamato FoIP, acronimo di fax over Internet protocol, per il suo sfruttare appunto la Rete) ha dovuto a lungo confrontarsi con resistenze, talvolta piuttosto irrazionali, al suo utilizzo.

foip

A lungo quest’utilissimo servizio, diffusosi in tutto il mondo grazie a marchi come eFax (quest’ultimo addirittura on line dal lontano 1995) è restato nell’ombra senza mai essere veramente considerato alla stregua del proprio illustre antenato per motivi sentimentali più che reali: fra questi la mancanza del beep a segnalare l’avvenuta connessione con l’altro estremo e l’altrettanto rassicurante notifica di conferma del trasferimento tipiche del fax analogico. Negli ultimi tempi, tuttavia, sembrerebbe che il FoIP sia riuscito finalmente a far breccia nel cuore soprattutto dei tanti professionisti che ne hanno compreso i benefici rispetto ad un fax tradizionale, primo fra tutti quello di una riduzione dei costi alquanto drastica.

IP faxing

Nonstante il riferimento ad Internet insito fin nel nome, il FoIP presenta, paradossalmente,  indubbie analogie con il funzionamento di una banale linea telefonica. In realtà, alla base del FoIP vi è semplicemente un sistema di scambio d’informazioni attraverso pacchetti IP tra i nodi della Rete. Un pacchetto IP è, per chi non lo sapesse, un insieme di dati raccolti dai vari routers, i quali si occupano di decodificarne il contenuto ed instradarlo nuovamente fino alla destinazione. Così, per fare uso del FoIP, non è più necessario acquistare la vecchia macchina collegata alla linea telefonica. Grazie a Internet, il costo di un fax è lo stesso di un’email e le prestazioni sono certamente migliori per via della bandalarga.

A livello di trasmissione, due sono i metodi che implementano tale servizio. Il primo è lo store-and-forward, che rispecchia effettivamente quanto accade in Rete, dove i pacchetti vengono inizialmente raccolti da un router prima di essere reinviati. Un po’ come lavora il protocollo SMTP per la posta elettronica: una mail viene inviata ad un server accedendo alla porta 25, mettendosi inizialmente in coda e poi in spedizione verso il server di destinazione, dal quale il ricevente leggerà utilizzando ulteriori protocolli. In questo senso, le informazioni incluse in un fax sono scambiate tra server fax, detti anche gateway, come fossero allegati di e-mail. L’aspetto di certo sconveniente sta nella mancanza di un collegamento real-time. Le macchine, ad esempio, non possono “discutere” le loro concRete possibilità (se il mittente ha una macchina a colori, al contrario del destinatario, qualcosa potrebbe andare storto); così accade a colui che invia il fax, escluso da eventuali notifiche di ricezione delle pagine inviate.

È da qui che si sviluppa il secondo metodo di trasmissione, ovvero quello dei pacchetti scambiati in real-time tramite un unico server che fa da tramite (proprio come gli attuali software di messaggistica istantanea). Ad aiutarci è la definizione di IP, che altro non è oltre un “codice” che permette ai devices di essere identificati nel web. In questo modo, se si sta trasmettendo un fax tra due macchine, il numero telefonico viene visto come un semplice alias convertito in seguito in indirizzo IP utilizzato per le azioni in tempo reale.

È in questo frangente che spicca un’altra differenza fondamentale rispetto al caro vecchio fax dove le macchine inviavano e ottenevano segnali per la gestione della sessione e delle proprietà dei files richieste dalle singole parti. Tornando alla originaria linea telefonica, il protocollo messo in gioco per la trasformazione di un contenuto digitale in locale, ma analogico in fase di trasferimento, è il cosiddetto T.30. L’evoluzione ha inevitabilmente toccato questo aspetto, passando al protocollo T.38, principale attore della conversione dal formato tradizionale al fax Internet-friendly. Questo si traduce sostanzialmente in una codifica dei segnali T.30 in pacchetti IP, riconvertiti nel loro stato originario una volta arrivati a destinazione.

In tutto ciò, non possono mancare alcuni aspetti negativi, anche se non così gravi. Quando si ha a che fare con il mondo di Internet, di fatto, la certezza che i dati arrivino a destinazione in tutte le situazioni non è scontata. Tra le problematiche principali del fax online vi sono la possibilità di perdita dei pacchetti nel loro viaggio mittente-destinatario, ed il ritardo eventuale dovuto al tempo di processamento richiesto dalla conversione del T.38. Ad ogni modo, nulla di troppo grave o insormontabile, soprattutto se si pensa alla funzione appositamente svolta dall’algoritmo di controllo della congestione del protocollo TCP o al fatto che i principali servizi di fax online offrono espressamente al mittente l’opportunità di ricevere una notifica alla corretta trasmissione del documento inviato online, proprio come i classici fax a cui tanti utenti sono ancora abituati.

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