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LA
SICUREZZA DELLE TRANSAZIONI E COMUNICAZIONI ATTRAVERSO
INTERNET

Studio
per il corso di "ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE COMMERCIALI:
E-commerce - Franchising e accordi di distribuzione"
presso l'Università Commerciale "Bocconi"
di Milano, in collaborazione con Matteo
Bianchi e Alessandro
Buzzi.
SICUREZZA
nelle TRANSAZIONI (1/4)
Tralasciando
gli aspetti culturali, sociali e politici che possono
favorire, o al contrario rallentare la diffusione del
commercio via Internet, vogliamo qui analizzare le soluzioni
tecnologiche che consentono di definire sicura una transazione
effettuata mediante rete digitale.
Se si dovesse garantire un adeguata sicurezza di una
singola postazione di lavoro, si dovrebbero prendere
in considerazione prodotti come: Suite di sicurezza
o Antivirus SW di crittografazione della posta elettronica
Filtri anti spam (bloccano i messaggi commerciali non
richiesti) Password manager Con riferimento al mondo
aziendale la situazione è leggermente più complessa
in quanto dobbiamo gestire un numero indefinito di utenti
che passano attraverso un server e che, essendo tutti
interconnnessi, possono causare gravi danni al sistema.
Inoltre abbiamo la necessità di proteggere i dati che
risiedono all’interno della LAN (Local Area Network)
da eventuali attacchi da parte di malintenzionati.
In particolare è necessario garantire la sicurezza su
quattro livelli: connessione Browser-Sito connessione
Intranet-Internet Intranet aziendale computer dell'utente
1.
CONNESSIONE BROWSER-SITO
Per garantire un collegamento sicuro fra il computer
dell'utente e il server del venditore, si ricorre generalmente
all'utilizzo dei protocolli, fra cui lo standard, al
momento, è rappresentato dal protocollo SSL 3.0 (Secure
Socket Layer), creato dalla Rsa. Esso consente innanzitutto
di stabilire una connessione sicura fra le due parti,
garantendone l'interoperabilità (tale protocollo è facilmente
integrabile all'interno del software) e l'estendibilità,
cioè la possibilità di incorporare, se necessario, nuovi
chiavi pubbliche e nuovi algoritmi di codifica, evitando
così di sostituire il protocollo nel caso si volesse
variare il proprio livello di sicurezza. Inoltre non
è necessario inserire username o password. Inoltre lo
stesso protocollo SSL incorpora al suo interno una sessione
opzionale di cache, in modo da alleggerire il lavoro
della CPU, che viene messa sotto sforzo con l'uso delle
chiavi pubbliche. Tale protocollo è integrato nei più
diffusi browser (Netscape e Explorer). I titolari di
carte di credito possono acquistare in modalità SSL
in quanto la transazione è assimilata agli acquisti
effettuati per telefono o per corrispondenza, detti
anche MOTO (Mail Order Telephone Order). Non vi è però
la certezza dell'identità di chi sta effettuando la
transazione, poiché non vi è la ''firma'', e quindi
la transazione è ripudiabile dal legittimo titolare
della carta, il quale, a seguito di tali operazioni,
può contestare l'estratto conto mensile. Per ovviare
a tale problema (ripudiabilità delle operazioni), VISA,
MasterCard ed altri partner, hanno introdotto un protocollo
diverso: il SET. Non tutti i browser sono abilitati
alle transazioni SET e per poterlo utilizzare è necessario
l'installazione di un software specifico (ad eccezione
della recente versione 5 di Internet Explorer); inoltre
ogni titolare di carta di credito deve chiedere alla
società emittitrice un codice personale (PIN, Personal
Identification Number). Come si vede la procedura è
più macchinosa ma ha il vantaggio di garantire l'identità
dell'acquirente e le transazioni effettuate non sono
ripudiabili dal titolare, a meno che non riesca a dimostrare
l'uso fraudolento del software SET e del suo PIN. Per
il momento quasi nessun sito ha adottato questo protocollo.
Naturalmente esistono altri tipi di protocollo, più
o meno diffusi: basti citare l'SHTTP (Secure Hypertext
Transfer Protocol), l'PCT (Private Communication Technology),
l'STT (Secure Transation Technology), il CISCO (Commercial
Internet Protocol Security Option). A questo proposito
è utile sottolineare come qualche anno fa, un nuovo
protocollo impiegasse anni per raggiungere un vasto
consenso. Oggi i prodotti ed i protocolli si affermano
come standard con una velocità sorprendente, soprattutto
in virtù della forza della comunicazione commerciale.
In questo caso si parla di Internet Time, intendendo
con questo termine la "costante accelerazione con cui
vengono rilasciati nuovi protocolli e prodotti le cui
funzionalità sono rivolte all'uso di Internet" (1)
Ciò comporta notevoli conseguenze dal punto di vista
della sicurezza:
- tutti
i prodotti sono sempre nello stato di versione beta,
perché c'è sempre bisogno di aggiungere nuove funzionalità;
- la
qualità del codice di tali programmi peggiora, in
quanto la fase di beta testing ha sostituito la fase
di controllo della qualità e, a causa dei ridotti
tempi di sviluppo, non c'è tempo per un test dettagliato;
- i
venditori cercano di proporre i propri prodotti come
standard;
- la
sicurezza è considerata un livello aggiuntivo del
prodotto e non viene incorporata nel progetto iniziale.
Per tali motivi è auspicabile un'omologazione dei
diversi protocolli, magari in seguito ad un intervento
governativo.
(1)
Faenzi Francesco, La sicurezza in ambienti Internet
ed Intranet, Tesi di Laurea, Università degli Studi,
Genova, 1998
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