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LA SICUREZZA DELLE TRANSAZIONI E COMUNICAZIONI ATTRAVERSO INTERNET

Studio per il corso di "ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE COMMERCIALI: E-commerce - Franchising e accordi di distribuzione" presso l'Università Commerciale "Bocconi" di Milano, in collaborazione con Matteo Bianchi e Alessandro Buzzi.

TECNICHE di CIFRATURA

Le tecnologie di cifratura, fondamentalmente, si dividono in tre categorie:

1. SISTEMI CRITTOGRAFICI A CHIAVE PRIVATA (SIMMETRICA)
La crittografia a chiave privata individua due algoritmi (uno di codifica e l'atro di decodifica) ed un'unica chiave. Per cifrare e decifrare un documento sia il mittente che il destinatario usano la stessa chiave: pertanto essi devono preventivamente accordarsi sulla chiave da utilizzare. Uno dei più diffusi algoritmi di questa categoria è il già citato DES (Data Encryption Standard).


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2. SISTEMI CRITTOGRAFICI A CHIAVE PUBBLICA (ASIMMETRICA)
La crittografia a chiave pubblica comprende anch'essa due algoritmi (uno di codifica e l'altro di decodifica) ma utilizza due chiavi differenti, una pubblica (nota a chiunque) e l'altra privata (conosciuta solo dal titolare). La chiave pubblica del destinatario viene utilizzata per codificare il messaggio, il quale può essere letto solo mediante la corrispondente chiave privata, conosciuta solo dal destinatario stesso. Per la decodifica non esistono alternative: o si conosce la chiave privata o non si ha possibilità di decodificare il messaggio. In tal modo si ha la certezza che un messaggio crittografato mediante la chiave pubblica del destinatario verrà letto solamente dal destinatario stesso. Entrambe le chiavi devono essere registrate presso una Certification Autority che garantisce la corrispondenza fra una determinata chiave e il relativo proprietario, in modo da avere la sicurezza che ad una determinata chiave corrisponde una persona precisa ed individuabile. Le chiavi pubbliche di tutti gli utenti sono raccolte in un elenco, consultabile via telematica, ottenendo così un'infrastruttura allo stesso tempo semplice ma efficace, evitando inoltre di doversi scambiare la chiave crittografica prima di poter comunicare.


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3. SISTEMI CRITTOGRAFICI MISTI
Attualmente il metodo più usato consiste in una forma mista di queste due tecniche: ogni utente ha una propria coppia di chiavi, una privata e una pubblica, ma ogni volta che si devono codificare dei dati si crea una chiave simmetrica di sessione variabile di volta in volta. Con essa si esegue la codifica, dopo di che la chiave simmetrica viene criptata con la chiave pubblica del destinatario (in modo che sia leggibile solo da lui) e allegata al messaggio. Quando il destinatario riceve il messaggio, usa la sua chiave privata per decifrare la "chiave simmetrica di sessione" e quindi usa quest'ultima per decodificare il messaggio. Questo metodo riesce a riassumere in sé la maggior sicurezza data dall'utilizzo delle coppie di chiavi per ogni utente (propria della crittografia asimmetrica) con la maggior velocità di codifica e decodifica (propria dell'uso della chiave simmetrica). In tal modo viene garantita la segretezza, l'autenticità e l'integrità dei dati. Si pensi infatti che le chiavi private e pubbliche sono composte da 1024 bit, ossia una serie di 1 e 0 estremamente lunga. Applicando il calcolo delle probabilità si ottengono 2^1024 combinazioni possibili. Immaginando di usare un supercomputer (per esempio un Cray in logica EECL) con una frequenza di clock di ben 1.000 Mhz e con una capacità di calcolo pari a 10^9 tentativi per secondo, questo impiegherebbe (57 seguito da 290 zeri) anni per trovare la chiave cercata. Al momento sono state forzate solamente chiavi molto corte (al massimo 56 bit). Su questo concetto si basa il funzionamento della Firma Digitale.


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