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GUIDA ALL'HARDWARE

FUNZIONAMENTO DELLA MEMORIA RAM 1/2
Tratto da SIADE EDUCATION, http://www.siade.com/manuali/sistemi/elementi.htm

La memoria RAM è formata da migliaia di piccole celle di memoria, ciascuna con capacità di un byte, ossia, come si è detto, una sequenza di 8 bit che, opportunamente combinati tra loro, possono rappresentare uno qualsiasi dei 256 caratteri ASCII. Ogni cella di memoria si identifica tramite un indirizzo, allo stesso modo in cui ogni casa in cui abitiamo è identificata in maniera univoca da un indirizzo e da un numero. Per definire gli indirizzi delle celle il computer utilizza il bus di indirizzi: questo è costituito da un certo numero di linee di 1 bit ognuna, attraverso le quali viaggiano in parallelo gli indirizzi di memoria. Per specificare un indirizzo di memoria si invia 1 bit alla volta per tutte le linee e il numero che ne risulta è l'indirizzo di memoria.
Per esempio, immaginiamo che un computer invii in un certo momento il bus di indirizzi di 8 bit che si vede nella figura qui a fianco (cioè di 8 linee di 1 bit ognuna): ogni linea invia 1 bit (uno 0 o un 1) e l'indirizzo che ne risulta è 10000011, che corrisponde al valore decimale 67. In altre parole, 10000011 è l'indirizzo della cella di memoria 67, la quale immagazzinerà un dato valore: è importante notare la differenza tra l'indirizzo di una cella di memoria (che identifica la posizione della cella nel complesso delle celle di memoria) ed il contenuto della cella (ossia uno dei 256 byte). Immaginiamo adesso che un computer disponga di un bus di indirizzi di 2 linee: con sole 2 linee di 1 bit, il computer può fare riferimento solo a 4 indirizzi di celle per volta: 00, 01, 10 e 11. E se ci sono solo 4 indirizzi, si può accedere solamente a 4 celle di memoria di 1 byte; cioè si può accedere a 4 byte, malgrado la presenza di una memoria RAM, per dire, di 8 Mb. È chiaro che non esistono computer con un bus di indirizzi di 2 linee, ma l'esempio appena mostrato ci dice una cosa molto importante: una memoria capace non è sufficiente, in quanto, affinché questa possa essere interamente utilizzata dal computer, occorre anche un adeguato bus di indirizzi. Dal momento che per ogni linea del bus possono passare solo due valori (0 e 1), il numero massimo di indirizzi di n linee corrisponde al numero di combinazioni di 2 elementi presi a n a n, cioè 2 elevato a n (2n): se il bus di indirizzi ha 2 bit, il numero massimo di indirizzi è pari a 4 (22); se ha 3 bit, il numero massimo di indirizzi è 8 (23), ecc. Una delle principali differenze tra i microprocessori riguarda proprio il numero di linee del bus di indirizzi, e l'evoluzione dei microprocessori ha riguardato in primo luogo il bus di indirizzi. Il microprocessore 8086 (ed anche l'8088) aveva un bus di indirizzi di 20 bit (20 linee di 1 bit), sicché il numero massimo di indirizzi che si potevano identificare era 1.048.576 (220), vale a dire 1024Kb (1Mb, se si preferisce). Si può dire, grosso modo, che i 1024Kb si dividono in due blocchi: i primi 640Kb - da 0 a 640Kb - si chiamano memoria convenzionale e i rimanenti 384Kb - da 640Kb a 1024Kb - si chiamano memoria superiore (vedremo più avanti il significato di questi diversi tipi di memoria). La seconda generazione di microprocessori, i 286, hanno un bus di indirizzi di 24 bit, il che permette di gestire 16Mb di memoria (224 = 16.777.216): i primi 1024Kb si suddividono come sopra; la memoria tra 1024Kb e i 16Mb viene denominata memoria estesa (vedi lo schema alla pagina seguente). Il microprocessore 386DX ha un bus di indirizzi di 32 bit, con il quale si possono indirizzare fino a 4096MB di memoria. Anche in questo caso la memoria che eccede i 1024Kb è detta memoria estesa. Il 386SX è pensato come soluzione intermedia tra il 286 e il 386DX: dal punto di vista delle applicazioni eseguibili è del tutto uguale al 386DX, solo ha una velocità inferiore ed una memoria massima indirizzabile di 16MB: da quest'ultimo punto di vista è assimilabile al 286. Il 486, presentato nel 1991, è anch'esso un microprocessore a 32 bit, ma ha una velocità e una potenza notevolmente maggiori rispetto al 386 in quanto incorpora un coprocessore matematico, cioè uno speciale chip che si occupa di svolgere ad alta velocità le operazioni matematiche, alleggerendo il lavoro del microprocessore centrale. Anche il Pentium, la quinta generazione dei microprocessori, è a 32 bit; anch'esso incorpora un coprocessore matematico, ma integra più di 3 milioni di transistor, contro il milione e mezzo circa del 486 e i 28.000 dell'8086 (il Pentium II ne contiene addirittura 7,5 milioni).


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