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LA FLAT RATE (3/3)

QUANDO
CONVIENE LA 'FLAT RATE'
Ma allora ha ancora senso sottoscrivere una flat
rate?
Immaginiamo di collegarci ad un provider che ha un POP
nella nostra stessa città effettuando quindi
una telefonata urbana. Una telefonata di un'ora in tariffa
ridotta costa, con Telecomitalia, £ 1.298 iva
e scatto inclusi, al netto di eventuali 'pacchetti sconto'
(fonte http://www.tariffe.it).
Una flat rate senza limiti orari (quindi con la possibilità
di collegarsi in ogni momento della giornata) costa
indicativamente sulle £ 65.000. Facendo
semplici calcoli ci si accorge che la flat rate è
conveniente per chi ha tempi di connessione superiori
alle 50 ore mensili. Viceversa conviene pagare le telefonate
in proporzione al reale utilizzo. Tali 50 ore mensili
significano 12,5 ore settimanali ovvero 1.7 ore (102
minuti) al giorno TUTTI i giorni. Pertanto
gli utenti che si connettono almeno un'ora tutte
le sere dovrebbero prendere in considerazione l'ipotesi
di sottoscrivere un abbonamento flat rate.
Naturalmente
le cose non sono così semplici: i valori che
abbiamo riportato sono puramente indicativi.
Infatti il costo della telefonata varia anche in base
all'orario in cui essa viene effettuata (a tariffa piena
una telefonate di un'ora costa £ 2.156), quindi l'utente
che si collega principalmente di giorno avrà
un vantaggio a sottoscrivere la flat rate già
con 30 ore di connessione mensili. Viceversa
la presenza di sconti o promozioni sulla bolletta potrebbero
non rendere vantaggiosa la sottoscrizione di una flat
rate D'altro canto è possibile sottoscrivere
flat rate 'a tempo' ovvero legate a determinati orari
(per esempio dopo le 18.30) con costi decisamente minori
(£ 15/30.000 mensili).
Pertanto,
vista la grande confusione di operatori e di piani tariffari
nonché di offerte telefoniche, decidere se sottoscrivere
o meno un abbonamento sul modello della flat rate è
una scelta tutt'altro che semplice e decisamente soggettiva:
troppi fattori sono da tenere in considerazione per
poter dare un criterio oggettivo di scelta.
Sta
di fatto che la flat rate, visti i costi fissi non indifferenti
(almeno nella versione che consente l'accesso in ogni
momento della giornata) è indicata per coloro
che utilizzano Internet in maniera continuativa. Ricordandosi
pero' di non stare connessi per troppo tempo: in questo
caso infatti si rischia di incorrere nelle ire del provider
il quale, nell'ipotesi migliore, rescinde il contratto
sottoscritto a suo tempo (come ha fatto Galactica negli
scorsi mesi).
Per
gli utenti che necessitano di un collegamento continuo
ad Internet la soluzione potrebbe essere quella di utilizzare
la tecnologia ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line,
ovvero un sistema di tasmissione a banda larga che consente
di ricevere informazioni ad una velocità mggiore
di quella con cui sia possibilew inviarle. A livello
teorico si hanno velocità di 640 kbps in ricezione
e 128 kbps in invio).
Il problema però è che non in tutta Italia
è disponibile tale tecnologia: al momento solo
le città maggiori ne sono provviste. In tutte
le altre zone non ancora 'coperte', tale tecnologia
non è utilizzabile.
Sempre
più persone comunque considerano la flat rate
una soluzione temporanea in attesa di trovare un sistema
alternativo ben più efficiente per connettersi
ad Internet.
Al momento poi sono da evitare i contratti di durata
annuale, in quanto, nell'arco di dodici mesi, molte
cose cambieranno. Molto meglio sottoscrivere un abbonamento
di pochi mesi (o comunque relativo ad un certo numero
di ore) grazie al quale sia possibile, in tempi brevi,
migrare verso soluzioni alternative.
Purtroppo ben pochi provider offrono la possibilità
di sottoscrivere abbonamenti mensili: fra questi vale
la pena citare Aruba (http://flat.aruba.it)
la quale però ha un canone mensile di £ 96.000
che, sembra incredibile, è addirittura maggiore
di quello di una connessione ADSL, dieci volte più
veloce (quest'ultima infatti costa solo £ 74.000).
Vale però la pena ricordare che Aruba (come molti
altri provider del resto) disponde di un 'servizio clienti'
tutt'altro che efficiente.
Infine
si eviti di acquistare i pacchetti riguardanti un certo
numero di ore di collegamento, in quanto, conti alla
mano, si spende quasi quanto la Tariffa Urbana a Tempo.
Per
chi fosse interessato a questo
indirizzo vengono messe a confronto le offerte
flat rate dei principali provider italiani.
EVOLUZIONI
FUTURE
Come
si vede il panorama della connettività in Italia
è tutt'altro che rassicurante: siamo ancora ben
lontani dalle connessioni a banda larga e a prezzi contenuti
che renderanno Internet un 'mass media'. Sicuramente
nel nostro futuro non avremo più le flat rate
così come sono presentate adesso: ci si sposterà
sempre più verso un modello di connessione continua,
sempre 'on line', che possa garantire una velocità
di trasmissione adeguata.
Un'ultima
considerazione: fino a qualche anno fa si pagavano sia
l'abbonamento ad Internet, sia gli scatti telefonici.
Con 'Internet gratis' si pagano le telefonate ma non
l'abbonamento. Con la flat rate si paga l'abbonamento
ma non le telefonate.
A quando una connessione che non faccia pagare nè
abbonamento nè telefonate?
Darty
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